lunedì 15 marzo 2010

Brioche rustica














Per uno come me, cresciuto non 'con', ma 'nel' culto del vincere tipico dell'arrivismo griffato anni 80', imparare a perdere o quantomeno a dare il giusto valore alle competizioni qualunque esse siano è una lezione da tenere sempre a portata di mano.
Perdere può (e deve) essere comunque la strada per una diversa vittoria personale e non perchè la cosa funga da palliativo quanto perchè da una sconfitta si possa sempre avere quel livido la cui memoria 'dolorosa' ci faccia poi crescere.
Facile a dirsi, meno a metabolizzarle certe lezioni. La cosa che più spaventa infatti non è perdere quanto la cultura del vincere-sempre che erroneamente priva spesso di dignità anche la più onorevole delle sconfitte.
Vinti e vincitori hanno tutti una data di scadenza che può essere più o meno lunga e dalla quale non si può prescindere mai se si vuole avere una corretta messa a fuoco della questione, ma questo non impedisce di "subire" il più delle volte gli strali della cultura del vincitore che non accetta soluzioni sociali differenti, almeno in prima battuta.
Senza voler tuttavia trarre facili morali incedendo in retoriche trite&ritrite o ancor peggio facendo della sociologia superficiale vi lascio a seguire il risvolto della medaglia regalatoci da un famoso allenatore di boxe, Ottavio Tazzi (ha allenato otto campioni del mondo e nell'ambiente è conosciuto come il Maestro, titolo dato dalla strada e dai risultati), attraverso lo stralcio di una sua intervista presente in una canzone di un autore che, ad onor del vero, ho seguito poco fin qui.
La sua voce (Ottavio Tazzi), prosciugata dalla vita di ogni suppellettile formale, scarna ma non priva di energia, in poche battute restituisce una istantenea nitida di un preciso momento storico, corredandola al contempo di una rilettura inedita della figura del "brocco" o comunque di colui che non nasce cavallo di razza, sul ring come nella vita.
Il valore aggiunto è ovviamente dato da chi per anni ed anni con la "vittoria" ha dovuto salvaguardare prima la faccia (e la vita aggiungerei) dei propri boxeur e poi le loro velleità sportive e di fama.
Considerate che non amo la boxe.
Il testo dell'intervista, registrato in un bar di via Padova a Milano poco tempo fa, per inciso, è riportato parimenti e con l'audio originale (la voce del coach con tutti i rumori di sottofondo della sala) nella medesima canzone che non è arrivata alle radio più in vista proprio per il suo non essere commerciale.
Di fatto l'ho ascoltata su Caterpillar di Radio2 e di li a riflettere su quanto pocanzi detto il passo è stato brevissimo vi assicuro, questo indipendentemente dal valore musicale che si voglia dare al brano o all'arte della boxe che si rimandano ad opinabili questioni di gusto personale.
A seguire solo il testo dell'intervista che potete ascoltare nel brano qui.
Per chi volesse invece approfondire l'autore può trovare testi e canzoni interessanti qui (Pacifico)
Boxe a Milano
Voce di Ottavio Tazzi (incipit canzone): "Io mi ricordo Paini, che era un perdente...Quando combatteva Paini dava spettacolo";
Voce di Ottavio Tazzi (a metà canzone): "Mi ricordo San Siro, pieno zeppo San Siro, e Benvenuti ha vinto per K.O. su Mazzinghi";
Voce di Ottavio Tazzi (al termine della canzone): "Io son più affezionato ai brocchi, i brocchi che ho avuto nel passato, perché anche loro hanno il coraggio di andare sul ring. Entrare nel ring...non è da tutti. Mi ricordo un certo Callegari di Voghera, tipo che era, faceva il diavolo a quattro pur di fare il match perdeva sempre e quando... quelle poche volte che ha vinto mi godevo la felicità, era il massimo";
Vi lascio alla vostra eventuale riflessione...con un augurio che faccio prima a me stesso...e cioè quello di entrare sempre sul ring.

La ricetta che propongo oggi invece è la brioche rustica "napoletana", piatto ricorrente a casa mia da sempre. In tutta onestà non ho seguito integralmente la versione di mia madre, che poi è quella di mia nonna, ma ne ho fatto una mia, frutto di studi matti&disperatissimi. In pratica ho incrociato la preparazione di casa Gambetto con quella di Lydia e Paoletta. A voi giudicare se questa declinazione ibrida ha il suo perchè ;)


Brioche rustica

Ingredienti
400g. di farina 00;
100g. di farina 0 (ho usato quella Coop);
4 uova codice 0;
15g. di lievito di birra;
70g. di burro;
20g. di zucchero;
20g. di sale;
350ml di latte intero;
100g. di Parmigiano Reggiano grattugiato fresco;
180g. di salame "Napoli" o di salame cacciatorino di buona qualità;
180g. di prosciutto cotto;
180g. caciocavallo semistagionato (Io ne ho usato uno di bufala, tutte le varianti DOP ovviamente sono ottime);

Preparazione
In primis ho preparato un lievitino con 150ml.di latte, un paio di pugni di farina 00 presa dal totale e 10g. di zucchero, lasciandolo gonfiare per circa un ora. Ho quindi tagliato a cubetti il salame, il caciocavallo ed il prosciutto cotto, facendo attenzione ad avere tutta la medesima pezzatura.
Successivamente ho miscelato le farine opportunamente setacciate dentro una capiente bastardella di vetro, aggiungendo in sequenza e senza mai smettere di girare (con una forchetta) prima lo zucchero, poi il lievitino, le uova in precedenza sbattute, il latte, il burro sciolto ed infine il Parmigiano con la restante farcia (prosciutto cotto, caciocavallo e salame). Solo alla fine il sale. I liquidi ovviamente vanno introdotti gradualmente sino al completo assorbimento ma non pensiate che l'impasto sia facilmente lavorabile. Questo spiega il perchè si continua ad impastare con il solo uso "energico" della forchetta senza mai passare alle mani. La lavorazione con olio di gomito dura 20'buoni, io per sicurezza 30'. L'impasto comunque sarà sempre appicicoso e di difficile rimestolio.
Questo ovviamente non deve scoraggiare, tutt'altro, l'importante ovviamente è saperlo.
A questo punto aiutandomi con un cucchiaio ho cominciato a prelevarlo a piccole quantità distribuendolo in modo uniforme su stampi in precedenza ben imburrati ed infarinati. Non abbiate paura sulla 'posa' non perfetta, la lievitazione successiva (3,5 ore per me) sino al bordo degli stessi compenserà eventuali diseguaglianze.
Ho quindi passato in forno preriscaldato a 180° per 10', abbassando poi a 170° e proseguendo per altri 30' buoni. Gli ultimi 10' ho coperto con carta d'alluminio per evitare che si scurissero troppo in superficie.
Sfornare e non appena fredde si possono anche portare fuori dagli stampi.
Il mio parere è che queste brioches rustiche sono migliori nei giorni successivi alla preparazione perchè si da il tempo ai sapori di assestarsi.
L'aroma di fondo del Parmigiano, la consistenza morbida della brioche intervallata dai cubetti di salame la cui sapidità ben completa le note più dolci del prosciutto cotto e del caciocavallo, rendono questo lievitato rustico dal profumo inimitabile una di quelle preparazioni realmente insostituibili.
Più di una volta non ho resistito ad aspettare il pranzo tagliandomene una fetta per colazione e tradendo almeno una tantum il mio animo goloso mattutino. Quando ci vuole, ci vuole! :)



















25 commenti:

  1. io la provero'.. adoro le briosche.
    poi ti dico...

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  2. sono una fan delle brioche rustiche!

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  3. Ciao! eh si..per le persone molto competitive, accettar euna sconfitta può risultare molto duro..certo, è un'esperienza che serve! ma se guardata con giudizio!
    Ottima questa brioches: sfiziosa e ricca al punto giusto!
    baci baci

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  4. Io invece sono cresciuta in un'epoca in cui l'arrivismo non era ancora di moda. Riflettendoci adesso, sedici anni non sono nulla e, essendo nata sedici anni dopo la fine della guerra (fa impressione, ma è così) posso dire che si era sul crinale tra dopoguerra e boom economico, dunque si considerava un dono qualsiasi progresso economico o sociale che si riuscisse a conseguire. Non so se sia per questo che odio la competizione, o forse solo per ragioni caratteriali. Se posso, la evito. Salvo che non vengano a importunarmi nella mia tana :-)
    Congratulazioni per il fiocco rosa in casa Gambetto (la nascita della brioche, intendo) :-)))

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  5. @Alem
    Fammi sapere poi! :)

    @marsettina
    Grazie Mars...beh io dei pasticciotti! ehehehe ;)

    @manuela e silvia
    Competizione con giudizio. Mi piace come sintesi :)))
    Grazie sempre a voi! ;)

    @Giovanna
    La competizione in se non ha nulla di male. Ovviamente molto dipende dal significato che carichiamo sull'evento o ancor peggio sui risvolti che implica. Condivido l'approccio "se posso la evito" soprattutto per cose banali che se messe correttamente a fuoco pur nella loro inezia rischierebbero di "pesare" troppo sul bilancio finale...e visto le quotidianetà stressanti meglio abbracciare una approccio di buon senso evitando battaglie inutili e dispersive.
    Le congratulazioni per il fiocco rosa sono state molto gradite ehehehehe :)))))
    Grazie come sempre a te ;))))

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  6. Mario già sulle prime la mia ignoranza impera: mi aspettavo di leggere una ricetta dolce !!! sARò MICA stata tratta in inganno dalla tua proverbiale golosità? COMUNQUE anche salata va benissimo, devo dirti, e penso che la farò assaggiare quanto prima alle tue fans di qui...:-). Buona giornata e un bacione

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  7. Guarda la brioche merita ma DEVO essere sincero...farei volentieri scambio.
    Tutte e 4 le brioches che ho fatto per un paio di tazzine di cioccolato con gelato al whisky anche senza caramello...:PP
    Buonissima giornata a voi! ;)

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  8. complimenti!! bella e invitante! ciao!

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  9. per questa volta posso sottoscrivere semplicemente parola per parola il commento di Giovanna?!

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  10. Caro Mario,
    questo tuo post sulla competizione e il senso dell'esserci l'ho letto d'un fiato. Non conoscevo il personaggio che citi, né tantomeno la canzone: me li ascolterò. Ma quel che ci tengo a dirti adesso è che "i brocchi" sono quelli che non hanno paura: nemmeno di perdere. Quelli tenaci che ci credono, anche se il risultato sembra non arrivare mai. Quelli che la loro forza è la costanza, e vanno avanti a testa bassa. La competizione non è negativa in sé, tutt'altro. Sono i significati di cui la carichiamo, i non-valori ad essa ormai associati - l'arrivismo, l'esibizione a tutti i costi, lo sprezzo delle regole - che la rendono tale.
    Stammi bene, Mario. Un caro saluto

    Sabrine

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  11. la questioe è che oggi se non ci sei , se non sei arrivato da qualche parte, anche in un posto che può essere il tuo salotto, ma ti pare un posto enormemente importante, se non hai un titolo, un merito, una repsonsabilità, par eche non sei nessuno.Apparire più che vincere.E se vinci appari....
    Va beh...andrò ada scoltare chi citi e complimenti per la ricettina.!

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  12. @Federica
    Graziemille!!

    @Acquaviva
    Ass si! ehehehe

    @Sabrine d'aubergine
    Mi piace come scrivi. Come per gli incipit dei tuoi post che anticipano la ricetta così qui con un semplice commento aggiungi del valore, sempre.
    Grazie :)

    @Genny G.
    Beh si. Apparire e vincere oggi sono considerati sinonimi da molti.
    Quando penso alla cultura dell'apparire mi viene sempre in mente una frase di Ennio Flaiano che all'epoca volle solo 'regalare' una provocazione oggi invece lo è molto meno...:"fra trent'anni l'Italia sarà non come l'avranno fatta i governi ma come l'avrà fatta la televisione".
    Grazie davvero :)

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  13. Leggendo il tuo post mi è tornato in mente il discorso di McCain ad Obama dopo la vittoria..."Saluto il mio presidente" e "Il mio Paese ha dimostrato che può cambiare", "La vittoria di un presidente di colore è una conquista della democrazia", e così via...

    Quanta dignità in quel vecchio soldato sconfitto, quanta differenza con i nostri perdenti, subito pronti a sospettare brogli ed imbrogli...

    Sabrine ha ragione: gli uomini veri non sono quelli che non hanno paura ma quelli che ci provano comunque, che traggono insegnamenti dai propri errori e che hanno il coraggio anche di cambiare idea...

    Peccato che ce ne siano pochi...

    P.s. La brioche salata è meravigliosa; come mai quest'abbondanza? Attacco di fame incontenibile, squadra di calcio a cena o congelamento pre pasquale?

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  14. Virò
    Sono assolutamente d'accordo con te e Sabrine. Devo dire che anche io all'epoca fui sorpreso delle parole di McCain, piacevolmente sorpreso aggiungerei. Di quelle cose che ti fanno ben sperare a prescindere.
    In merito alla produzione industriale invece era per darne una a mia suocera&Co. mentre quella 'nostra' la volevo portare dai miei facendogli una sorpresa. In corso d'opera alcuni inconvenienti ci hanno trattenuto dal piano maldestro di presentarmi senza invito a casa...abbiamo comunque rimediato alla grande mangiandola tutta noi ehehehehe
    I miei non leggono il blog ecco perchè posso scriverlo tranquillamente...non sanno cosa hanno scansato! ehehehe ;)

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  15. Cavolo, mi stavo perdendo tutto ciò!!!
    Io non sono una persona competitiva, proprio non mi è mai piaciuta la competitività, detestavo da piccola le insegnanti a scuola che cercavano di metterci tutti in competizione, lo trovavo inutile.
    Ciò detto, adoro la brioche rustica of course.

    P.S.
    Ci sarai il 27 alla chiesa valdese per il mercatino di Pasqua?

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  16. Lydia
    Ti dico solo una cosa. Avevo in mente di preparare la brioche rustica da tempo, ma non volevo rimanere deluso quindi mi sono dato alla ricerca di qualsiasi ricetta potesse darmi uno spunto in più partendo dalla base di quella di mia madre. Devo essere sincero sono rimasto molto contento. Per il senso di competizione, quando è indotto artificialmente senza che ci siano in palio cose importanti lo trovo realmente inutile se non addirittura fuorviante, altrimenti ha un suo perchè.
    PS
    Se sono in città, certamente. Lo avevo anche già accennato in un tuo post ma non ne sono certo anche perchè non dipende da me. In ogni caso se passo, anticipo la cosa a te e Roberto qualche giorno prima ;)

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  17. Spero di vederti allora.
    Un abbraccio

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  18. Ok. Ti faccio comunque sapere ;)

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  19. Quanto amo le torte rustiche: buonissima!

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  20. tu ti sottovaluti, ma sei proprio bravo, la torta rustica mi sembra eseguita alla perfezione.

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  21. vero una maquifica torta rustica ha ragione paolo

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  22. @Sarah
    Merita davvero. Provala e fammi sapere :)

    @Paolo
    Detto da te mi fa veramente piacere. Graziegrazie davvero :))

    @Gunther
    Grazie Ghunter!
    Se hai tempo provala ;)

    RispondiElimina
  23. @Sarah
    Merita davvero. Provala e fammi sapere :)

    @Paolo
    Detto da te mi fa veramente piacere. Graziegrazie davvero :))

    @Gunther
    Grazie Ghunter!
    Se hai tempo provala ;)

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  24. ho l'acquolina in bocca e dato l'orario non dovrei proprio guardare queste immagini succulente. mamma mia complimenti! già ho annotato un pò di cosette.

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  25. Ne sono davvero contento...se rifai qualcosa fammelo sapere che ci confrontiamo ok? :)
    Grazie mille! :))

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